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leftita
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Il bene dei poveri è l'unico nostro scopo Maddalena di Canossa
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Essere una Volontaria Canossiana per circa due anni e mezzo (Settembre 1996 / Dicembre 1998) è la cosa più positiva che io abbia mai fatto. Tutta la mia esperienza può essere riassunta nel canto "Here I Am, Lord" perché essere disponibile al Signore, donargli la tua presenza, è la cosa più difficile, ma una volta fatta lui fa tutto il resto.
Meredith J. Snediker, Volontaria Canossiana Statunitense (Mexico 1996-98, Togo 1998, Roma 1999-01).
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Sto acquisendo lentamente le usanze del modo di vivere africano: l'arte di evitare le punture d'insetto quando dormi, lavare e cucinare riso, far spese al mercato scoperto fuori porte, bollire e filtrare l'acqua prima di berla e molte altre cose. Sento che in qualche modo ho riscoperto cose che già conoscevo. Tutti mi hanno aiutato e mi sono stati vicini rendendo il cambiamento più facile.
Laura Cirello, Volontaria Canossiana Italiana (Bukoba, Tanzania 2000)
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La vita comunitaria ha influito su di me in modi diversi. Mi ha reso più sociale e mi ha dato una nuova e una rinnovata fede nella bontà del cuore umano, soprattutto quando messo in un ambiente con una forte concentrazione spirituale. Mi ha fatto più capace di amare il mio prossimo e di perdonarlo con più facilità. Mi ha anche insegnato a non guardare come agisce la gente ma ad andare direttamente a quello che portano nel cuore.
Daniel Remedios, Volontario Canossiano Inglese (Togo 2001)
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Durante l'esperienza ho compreso che non posso stare seduto perché ci sono persone che esistono tanto per esistere e vivono tanto per vivere, perché sono senza speranza e senza un senso nella vita. Ho preso così la decisione di partire per la missione.
Don Slawomir Glodzik, Animatore Polacco (Sicilia estate 1999)
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L'entrare in una baracca, l'ascoltare un povero, il prendere in braccio un bambino un po sudicio, il dare un po di pane a chi ha fame, l'offrire un sorriso a chi silenziosamente te lo chiede è un momento di gioia e un'esperienza profonda che segna il nostro essere e la nostra vita.
Sr Felicita Marchetti, Animatrice Italiana (Argentina estate 1999)
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Quante cose mi ha insegnato questo popolo?! Un popolo che sorride, canta e balla nonostante la miseria che a volte lo soffoca. In alcuni di loro ho riconosciuto i poveri della terra, quelli a cui la vita non ha regalato le nostre comodità, i nostri beni di consumo, ma che in compenso hanno sviluppato una ricchezza enorme, la ricchezza di chi sa condividere il poco che possiede con chi ne ha meno.
Arcangela Cristoforo, Volontaria Canossiana Italiana (Piabetà, Brasile estate 1999)
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Ritornata in Giappone dopo questa esperienza, il mio modo di pensare è cambiato. Sento in cuore il desiderio di fare qualche cosa per trasformare in serenità e pace l'incertezza e la tristezza dei bambini. Sto pensando e pregando per capire quale contributo posso offrire per aiutare a costruire una società in cui il bambino sia protetto dai genitori e può vivere tranquillo.
Fujisawa Atsuko, Volontaria Canossiansa Giapponese (Filippine estate 1998)
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Sto ancora pensando cosa farò della mia vita, restare in Togo mi piacerebbe molto. So che sarà dura andarsene e lasciare tutto e tutti. Se do retta ai miei sentimenti non mi schiodo più, so che più mi fermo, più mi affeziono e più è difficile lasciare.
Edith Pallaver, Volontaria Canossiana Italiana (Togo 2000)
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